20 FEBBRAIO 2025 | Nutrizione

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La fibromialgia è una sindrome da dolore cronico, caratterizzata da dolori in tutto il corpo, rigidità muscolare e articolare, insonnia, affaticamento disturbi dell’umore, disfunzione cognitiva, ansia, depressione e irritabilità muscolare.

Ne soffrono soprattutto le donne (si stima il 5% delle donne e l’1-2% degli uomini). 

 

La causa di tale patologia dipende anche dal sistema nervoso centrale, infatti nel liquor cefalorachidiano sono stati valutati livelli bassi di endorfine contro livelli alti di glutamato, il trasmettitore chimico che alcuni neuroni utilizzano per trasmettere l’impulso nervoso degli stimoli dolorosi.

 

Fibromialgia e nutrizione

Da quanti su detto, deriva che nella dieta sarà utile evitare le fonti di glutammato

Il glutammato monosodico è impiegato in molti prodotti e preparazioni culinarie per esaltare i sapori, come i famosi dadi da brodo. È presente in notevoli quantità in:

  • Carni
  • Integratori amminoacidici
  • Concentrati di proteine
  • Estratti di lievito
  • Salse di soia
  • Formaggi stagionati
  • Vari additivi alimentari

Questi rappresentano tutti i cibi da eliminare in caso di fibromialgia. C’è da sottolineare come l’acido aspartico ha funzioni simili all’acido glutamico, per cui è importante non dolcificare con aspartame.

Per contro è necessario prediligere gli alimenti ricchi di vitamina B6, in quanto, il glutamato viene metabolizzato da un enzima in presenza di vitamina B6.

Alimenti ricchi di vitamina B6 sono:

  • Germe di grano
  • Noci e altri semi oleaginosi
  • Avocado
  • molte verdure

E’ necessario prediligere anche le fonti di magnesio (verdure verdi, legumi, cereali integrali, semi oleaginosi, cacao) e le fonti di zinco (semi di girasole e di zucca, tuorlo d’uovo, noci, cacao).


 

Trattamento multi disciplinare della fibromialgia

Diversi studi dimostrano che l’approccio a tale patologia deve essere multidisciplinare, infatti per combattere tale sindrome è necessario praticare una dieta antinfiammatoria, aumentare le endorfine praticando attività fisica (più studi indicano l’efficacia nel migliorare la soglia del dolore), praticare tecniche di gestione dello stress. Infine è stato osservato che l’empatia del terapeuta, l’accoglienza, la compassione possono contribuire a ridurre il senso del dolore, come anche la vicinanza, la comprensione, possono aiutare in quanto stimolano meccanismi che inibiscono lo stimolo del simpatico.

Lo Studio Sarnicola propone l’approccio polispecialistico nel trattamento della fibromialgia attraverso:

  • Supporto nutrizionale
  • Supporto fisico attraverso la Bioginnastica
  • Supporto psicologico

 


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